Massimo Catalani
ContemplAzioni
Dal 03 Dicembre 2011 al 14 Gennaio 2012
Contemplare significa rivolgere lo sguardo verso una cosa, che desta meraviglia o riverenza e fissarla in modo prolungato ed intenso: cosi accade di fronte ai quadri di Massimo Catalani, ammirando l’eloquente silenzio della sua pittura restiamo incantati nelle contemplAzioni.
La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista con opere che evidenziano un singolare linguaggio figurativo fatto di semplici suggestioni visive: nature morte, paesaggi, figure femminili convivono tra le pareti della galleria in una perfetta coerenza linguistica. Massimo Catalani ha studiato negli anni i generi tradizionali e li ha indagati con un metodo scientifico, proprio di un architetto. Egli rappresenta il soggetto reale in una trasposizione quasi fotografica e lo riduce a forma e colore sul piano bidimensionale della tela: “A me non interessa il naturalismo dell’illustratore. Se c’è somiglianza con il reale, non la nego né la confermo. Quello che cerco è la forza evocativa della pittura”(M. Catalani). Nel campo aperto della figurazione inizia il gioco alla semplificazione delle forme, all’ingrandimento dei volumi, alla costruzione di composizioni inedite ed inquadrature dirette: un gioco che si svolge con un’esibita innocenza che rivela complicità con le strategie concettuali.
Catalani interpreta il mondo con logica classificatoria ed attraverso i suoi elementi costitutivi: terra e mare, entrambi protagonisti di contemplAzioni. Tra le opere esposte, Veteran Boat raffigura una barca con una grande vela che cela i volti dei componenti dell’equipaggio, dei quali possiamo solo immaginare la concentrazione dipinta sul volto. Altre imbarcazioni navigano mari meno tempestosi o sono impegnate in lunghe traversate: forse proprio nella circumnavigazione del continente sudamericano, raffigurato con evidenza cartografica in South Atlantic Ocean.
Dal mare alla terra, attraversata da paesaggi misteriosi, con una flora rigogliosa e seducente, popolata da donne misteriose che volgono lo sguardo altrove; e dalla terra alla luna, che non è ancora vaga di mirar queste valli e trascorre l’esistenza contemplando la terra.
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